Spettacoli

UTERO
IL LABIRINTO DELLA FEMMINILITA’
La femminilità: protagonista di rivoluzioni silenziose, di piccole conquiste quotidiane, corrotta dalla mercificazione di una cultura ossessionata da modelli estetici irraggiungibili, lontani dalla realtà.
Se nel secolo scorso le donne si sono organizzate per superare discriminazioni e ingiustizie, oggi i diritti e le libertà conquistate si riflettono in modo deformato nello specchio dei costumi e delle abitudini della società occidentale contemporanea: il culto del bello, la manipolazione del corpo, l’edonismo, la contaminazione del femminile sul maschile, fino alla confusione dei generi. Uomini e donne hanno rimesso il corpo al centro dei loro interessi quotidiani. Look, chirurgia estetica, alimentazione, sesso, soldi: un miscuglio esplosivo di “ossessioni”, che hanno contaminato irrimediabilmente le nostre vite.
L’universo femminile è il protagonista del progetto “UTERO – Il labirinto della femminilità”. Un viaggio nelle contraddizioni e nelle psicosi femminili, in cui lo spettatore, riconosce il riflesso dei suoi gesti, delle sue micro ossessioni quotidiane; intimo distillato della ritualità e della mitologia del contemporaneo femminile.

Quattro sono le tipologie del “femminile” in scena, quattro icone del presente: Fashion Victim, Materna-Moglie, Trasgressiva-Pulsionale e Santa-Moralista.
L’obiettivo è quello di coinvolgere i visitatori invitandoli a spiare nell’intimità più segreta del quotidiano delle quattro donne in scena.
Le attrici si muovono in quattro spazi che ricostruiscono contesti casalinghi e quotidiani (il bagno, la cucina, la camera da letto, il salotto). Spiando attraverso piccoli buchi, nelle pareti della struttura-casa-labirinto, lo spettatore si muove in un lungo corridoio costruito intorno al perimetro della casa-cubo. E’ buio. L’azione dello spiare, del guardare senza essere visto, scatena un’immediata reazione di curiosità e di identificazione. Le azioni delle quattro donne protagoniste permettono allo spettatore di conoscere e intuire l’universo intimo dei loro segreti. All’apparire si affianca l’essenza e la semplicità dell’essere.
Nell’era dei reality-show, tutti proviamo un piacere inspiegabile a spiare l’intimità degli altri. Attraverso la TV, diventato il buco virtuale sul mondo per eccellenza.
“UTERO - Il labirinto della femminilità” si propone di farci riflettere sulla sete voyeristica di privato che ci ossessiona. Sulla nostra disattesa e insoddisfatta ricerca di intimità virtuale. Sull’universale necessità degli esseri umani di riconoscersi, riflettersi nell’altro. Sul nostro essere stanchi dell’isolamento e della solitudine metropolitana che ci affligge e ci deprime.
La logica del reality e la sua critica diventano quindi la componente essenziale dello spettacolo, che è costruito come un flusso temporale e ininterrotto di circa tre ore, dove i sensi risvegliati anche dagli odori, dai respiri degli altri, dai rumori dei passi, alterano i suoni, le parole e i gesti delle quattro donne ignare, spiate nel silenzio dagli occhi curiosi di chi le sta osservando in segreto. Creando un flusso di emozioni in cui si mischiano gli opposti dentro-fuori, vero-falso, privato-pubblico.

SCENOGRAFIA
Il progetto scenografico prevede una scatola nera di 6m x 8m alta 2m.
All’interno della quale è situata una costruzione 4m x 6m di una vera e proprio casa con 4 ambienti, 4 stanze particolarmente arredate e accessoriate che simboleggiano il bagno, la cucina, la camera da letto, il salotto, divise da una croce di pareti centrali. Ogni stanza misura 2m x 3m. Le pareti della Casa-labirinto presentano delle fessure, attraverso le quali gli spettatori possono spiare da ogni possibile angolazione. I fori sono lungo tutto il perimetro della casa, in un corridoio largo 1m, al buio, l’unica luce proviene dalle fessure dalla Casa Labirinto. Inoltre un supporto audio permetterà ad ogni singolo spettatore di ascoltare i diversi “pensieri” delle 4 donne tramite auricolari collocati ovunque.
La struttura globale può essere collocata in qualsiasi ambiente abbia uno spazio minimo libero di 6m x 8m.
Ideazione e Regia: Aldo Cassano
Drammaturgia: Aldo Cassano, Antonio Spitaleri
Con: Natascia Curci, Lucia Lapolla, Lorenza Pambianco, Xena Zupanic
Scenografia / Costumi: Monia Giannobile, Lucia Lapolla
Audio: Beppe Sordi, Luigi Galmozzi
Allestimento: Li Abbiati, Lino Brusa, Salvatore Manzella
thanks to: Roberta Chiaramonti, Francesca Cerminara, Claudio Raimondo, Carlo Filippelli, Sara Ricciardi, Christian Russo, Ubaldo Talarico
Photo by: Marco Curatolo - www.marcocuratolo.com/utero
thanks to
Jannelli & Volpi
