Nessuno puo' dirsi piu' solo, eppure tutti, in qualche misura, sentiamo, e temiamo di esserlo.
Due "solitudini" sono protagoniste di questa storia. Chiusi in una stanza, nido e prigione al tempo stesso, due ragazzi, fratello e sorella, due simboli, due personalita' complesse, vivono al limite riflettendo sulla propria carne la difficolta' dell'esistere. Entrambi impantanati in un rapporto devastante con il cibo, in una simbiosi illusoria con la musica e le canzoni. Lei forte, egocentrica, lucida, fredda, in un'ossessiva ricerca della madre; lui fragile, debole, ipersensibile, incapace di relazioni e con un profondo senso dell'abbandono paterno.
Questa storia non parla esplicitamente di solitudine anche se la solitudine e' il filo rosso che la pone al limite.
Il vuoto non ingloba tanto i protagonisti, quanto gli interlocutori delle loro vite: genitori falliti, padri egoisti, madri inconsistenti, amici latitanti, amori assenti.
Questa storia di amore e dolore, violenza e sogni, presenze asfissianti e assenze impreviste, chiede qualcosa a tutti: rintracciare il senso della nostra esistenza. Queste voci ferocemente ironiche, ma anche urla, a volte pianto o ancora silenzi, non consentono consolazione ne' pretendono di insegnare, parlano in privato, cercano complicita'.
Sono frammenti che pure compongono un senso; rappresentano qualcosa per ognuno. Ci appartengono: per capirlo basterebbe sporgersi dalla trappola in cui siamo caduti, basterebbe allentare la vertigine delle nostre ansie, basterebbe tacere l'eco della nostra sicurezza.
Ispirato a "Solitudini" di Paolo Crepet e "Solitude standing" di Suzanne Vega..
Musiche: R.H.C. Peppers, Muse, Radiohead, Blonde Red Head, Moby, C. Aznavour,
L. Berte', Eminem, D. Galas
:: Premio Speciale "Le Voci dell'anima" 2004 - Rimini.
:: Rappresentato al Festival Danae - Milano, Spazio Teatro - Reggio Calabria, Teatro Libero - Palermo, Festival Linguaggi - Pescara, CSOA Bulk - Mi, CSOA Conchetta - Mi, CSOA Ex-Carcere - Pa, Festival I giardini di Xpo'- Mi, ex O.P.P.Pini - Mi.
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