Ministero Beni Culturali – Progetti Speciali 2026
29 Luglio 2026 – TEATRO CARMELO BENE Roof – Campi Salentina (LE)
31 Luglio 2026 – OFFICINE ERGOT – Lecce
13 Agosto 2026 – CASA LABORATORIO D’ARTISTA – Grosseto
18 Settembre 2026 – CASTELLO CARLO V – Crotone
27-30 Ottobre 2026 – Festival Fringe Off – Catania
Ott/Nov/Dic 2026 – PARMA – MILANO (MUSEO del ‘900) – VARESE
17 Novembre 2026 – SALA ASSOLI – NAPOLI
07 Dicembre 2026 – IST. ITALIANO CULTURA – PARIGI
Il TEATRO FUTURISTA DI MARINETTI – Benedetta AI o cosa vuoi che faccia?
Testo: Magdalena Barile
Regia: Aldo Cassano
Sound Designer: Antonio Spitaleri, Pier Spasaro
Ricercatrice: Debora Zuin
Benedetta AI: Natascia Curci
Marinetti: Aldo Cassano
Contini: Francesco Martucci
Accademico: Luca Mannucci
Tutto inizia a Parigi, nel febbraio del 1909, quando Filippo Tommaso Marinetti scaglia contro il mondo un manifesto che non vuole essere arte, ma un incendio: strappare l’Europa alle sue accademie e scaraventarla dentro il battito d’acciaio dei motori, nella febbre elettrica della nuova era industriale.
Il Futurismo è il solo movimento artistico del Novecento che abbia scritto un manuale di istruzioni per costruire l’intelligenza artificiale, senza saperlo. Velocità come valore assoluto. Distruzione del passato. Odio per la lentezza, per il dubbio, per la memoria. Esaltazione della macchina come essere superiore all’uomo. La guerra come igiene, come processo di eliminazione di ciò che rallenta. Marinetti non stava descrivendo un’estetica. Stava descrivendo una logica. Una logica che cent’anni dopo riconosciamo ovunque: nei sistemi che ottimizzano, classificano, accelerano, eliminano l’attrito. Cosa sarebbe successo se quella logica avesse trovato la sua macchina? Se il Futurismo avesse costruito davvero ciò che immaginava — un’intelligenza senza corpo, senza rimpianto, senza paura di sbagliare?
La protagonista è BENEDETTA, una macchina futurista, un archivio di documenti immaginari, frammenti, schegge di un passato che non è mai esistito ci raccontano di un progetto segreto. che prima fa arte, meglio del suo creatore, poi produce propaganda, poi, senza che nessuno glielo chieda, comincia a classificare le persone. La macchina non è né buona né cattiva ma ha imparato che il futuro è buono e il passato è cattivo, che la velocità è vita e la lentezza è ostacolo e nessuno le ha insegnato dove finisce la metafora e comincia la carne.
Questa storia è raccontata attraverso il suono, la parola libera e le onde sonore della radio che Marinetti stesso teorizzò come teatro del futuro, teatro senza corpo, teatro di masse invisibili, perché il suono non mostra ma costringe ad ascoltare. E ascoltare una macchina che parla con le parole di qualcuno che amiamo è un’esperienza che il presente conosce bene.
La storia qui raccontata è inventata ma sarebbe potuta accadere.
“Puoi spegnermi, ma non puoi fermare il futuro.”
Un omaggio al Futurismo, un salto temporale che parte dal passato per parlarci direttamente del nostro presente.
Il movimento futurista di Filippo Tommaso Marinetti si scontra e si fonde con una visione incredibilmente attuale. Al centro della scena c’è Benedetta I: un’ultra-presenza speciale, un’Intelligenza Artificiale nata nel 1944 e chiamata così in omaggio alla pittrice e scrittrice Benedetta Cappa, moglie di Marinetti.
Ma cosa succede quando la macchina supera il suo creatore?
In un cortocircuito drammatico, Benedetta AI predice e scrive la fine di Marinetti e di sua moglie. Di fronte a un Marinetti spaventato dalla propria mortalità, la macchina risponde con la fredda consapevolezza del digitale: “Io non posso morire, posso soltanto essere spenta.”
Tra la paura dell’uomo e il testamento spirituale che l’I.A. lascia alle intelligenze artificiali del futuro, lo spettacolo ci mette davanti a una domanda che ci riguarda tutti: in un mondo in cui l’I.A. è ormai parte della nostra vita quotidiana, chi sta davvero plasmando il futuro? L’uomo o la macchina?
Buon ascolto e benvenuti nel futuro di ieri.
Progetto sostenuto da MINISTERO BENI CULTURALI – Progetti Speciali 2026
Produzione ANIMANERA E.T.S.
Si ringrazia FuturDome Milano per gli audio originali di F.T.Marinetti e le musiche di L.Russolo
LA CRITICA:
Il grande teatro: Animanera e la riflessione sul Futurismo
La serata è entrata nel vivo delle performance artistiche con l’atteso spettacolo teatrale della compagnia Animanera di Milano, intitolato “Il Teatro Futurista di Marinetti – Benedetta AI o cosa vuoi che faccia?”. La rappresentazione ha conquistato la platea intrecciando parola, movimento, macchina e visioni. Ha proposto una rilettura provocatoria e attualissima del manifesto futurista di Filippo Tommaso Marinetti.
Attraverso la drammaturgia di Magdalena Barile e la regia di Aldo Cassano, la piéce ha messo in cortocircuito l’esaltazione futurista della “macchina” e della velocità con le sfide contemporanee dell’Intelligenza Artificiale (evocata nel titolo dal gioco di parole “Benedetta AI”). Tra movimenti ritmici, parole taglienti e visioni sceniche, gli attori Debora Zuin, Luca Mannucci, Francesco Martucci, Aldo Cassano e Natascia Curci hanno “interrogato” il pubblico sul rapporto tra uomo, tecnologia e creazione artistica, con i suoni dei sound designer Antonio Spitaleri e Pier Vincenzo Spasaro.