Tutta la gallery

“Non posso più tornare indietro. Capisci cosa di cosa sto parlando? Lo capisci?
Vorrei donarti il mio corpo,
un corpo che non è più donna né uomo ma ha parti di una e dell’altro.
Voglio sentire quello che riesco solo a immaginare.”

 


La vita sessuale e affettiva delle persone con disabilità è un tema messo sotto silenzio, su cui si addensano imbarazzo e pregiudizi. Ancora oggi sono spesso negate le legittime aspirazioni alla felicità di quasi due milioni di cittadini e cittadine italiani diversamente abili, che non possono vivere la propria sessualità in pienezza e responsabilità.
BED INSIDE affronta e porta in scena tre realtà diverse, tre vite che accoglieranno lo spettatore in una relazione intima e unica, tre persone che hanno deciso di condividere la loro esperienza di diversità con il pubblico: Giorgio Cossu (tetraparesi spastica), Barbara Apuzzo (artrogriposi), David Quaiotti (disfasia di genere). Un mondo proibito. Un boudoir onirico che vedrà gli avventori entrare uno a uno in morbidi letti, a stretto contatto con i protagonisti, e costruire un vero e proprio “corpo a corpo” con loro. Il letto si trasforma in palcoscenico, sul quale lo spettatore diventa tutt’uno con l’attore, in un rapporto strettissimo, in cui lo spazio fra pubblico e attore si accorcia fino ad annullarsi del tutto. Attore e spettatore si mettono in gioco: ognuno non sa come l’altro si comporterà, deve fidarsi dell’altro, in quel sottilissimo confine tra realtà e finzione.
BED INSIDE incontra nel profondo le sensibilità più diverse, ogni incontro è un’esperienza unica, irripetibile, speciale e diversa a seconda della persona che lo vive. Uno spettacolo in cui la diversità può essere giocata fino in fondo, dove è concesso guardare al disagio in modo differente, riconoscendo risorse, possibilità e abilità spesso celate.
La scelta di occuparsi dei disabili e di vivere con loro un’esperienza di teatro integrante parte dal principio che il mondo della disabilità sia un valore, un valore non da omologare, ma da ascoltare, affinchè ognuno possa esprimersi pienamente con il proprio linguaggio di identità e relazione.

“Hai paura di farmi male? Non mi fai male, tranquilla. Non sono così fragile, almeno non sono più fragile di quanto lo sia tu…”

Credits

Testi: Rossella canevari, Aldo Cassano
Regia: Aldo Cassano, Natascia Curci
Con: Barbara Apuzzo, Giorgio Cossu, David Quaiotti
Assistente regia e suoni: Antonio Spitaleri
Scenografia: Aldo Cassano, Lucia Lapolla
Luci: Giuseppe Sordi
Costumi: Lucia Lapolla

Produzione: Animanera

Ringraziamenti: Festival Dreamtime (Paola Banone)
Foto e video: Franco Covi

Press

klpteatro.it - Mario Bianchi In “Bed Inside”, che prosegue il progetto “Try Creampie, Vuoi venire a letto con me” di Animanera, sono tre gli spettatori scelti e questa volta l'amplesso teatrale avviene in un vero letto tra attore e spettatore, non attraverso monologhi d'autore ma con la corporeità di tre esistenze davvero particolari: Giorgio Cossu (affetto da tetraparesi spastica), Barbara Apuzzo (artrogriposi), David Quaiotti (disfasia di genere). Così la scelta di vivere con i disabili un’esperienza di teatro intrigante dà alla performance un valore del tutto particolare.

teatroecritica.net - Enrico Piergiacomi L’intreccio spontaneo di actor e spectator in atto creativo vigilato … se la relazione risulta infelice quando lo spettatore ha troppa libertà e quando ne ha troppa poca, essendo guidato quasi completamente dagli attori o autorizzato a intervenire sono negli intermezzi dello spettacolo, allora la relazione di tipo felice si determina se si punta a creare un equilibrio tra questi due poli. Essa potrebbe consistere in una relazione in cui la distinzione di ruoli (actor / spectator) è marcata quanto basta per impedire alla radice il sorgere di imprevisti o abusi di competenze e allo stesso tempo talmente sottile da permettere delle impercettibili sovrapposizioni delle loro attività, trovandosi così a collaborare alla creazione di senso senza alcuna costrizione esterna. Nascerebbero in tal modo degli spettacoli in cui diventa impossibile appurare dove comincia l’azione dello spettatore e dove finisce quello dell’attore, perché entrambi costituirebbero le due facce di un unico e medesimo processo compositivo. Una tale convergenza potrebbe avvenire sul piano emotivo o sul piano intellettuale. Nel primo caso, avremo lo spettacolo Bed Inside di Animanera. In questo caso l’azione prevede che uno spettatore entri in un boduoir e si corichi nel letto con un attore o un’attrice disabile, la quale con un monologo ipnotico convince l’altro a entrare a poco a poco in un rapporto di intimità e di fiducia. In questo caso, la convergenza è ottenuta perché il corpo dello spectator è in azione intrecciata con quella dell’actor, che conserva il suo ruolo di preminenza in quanto mantiene la funzione di guida con il suo monologo programmato.

corriere.it - Maurizio Porro (…) un’esperienza teatrale molto fuori dal comune (…) questo show «embedded» è molto interessante per quanto riguarda il contatto tra spettatore e attore, caduta ormai per sempre la quarta parete del teatro. Ma mentre finora si era fatto il teatro in platea, in salotto, in carcere, in cunicoli di ogni ordine e tipo, questo in camera da letto è certo più nuovo e pruriginoso.

iltamburodikattrin.com - Margherita Gallo Di intimità si nutre Bed Inside, performance di Animanera a fruizione singola che indaga la sessualità in persone diversamente abili. In un letto, circondati di luce rossa si ascolta la storia, la confessione, la speranza di uno dei tre interpreti: Barbara Apuzzo, Giorgio Cossu, David Quagiotti. Non solo attraverso l’udito, ma essendo coinvolti con il proprio corpo, con gli occhi che indugiano in una visione ravvicinata e le mani che accarezzano il viso di chi sta raccontando la propria storia.